da Furio Lambruschi » 22 feb 2025, 07:53
Grazie Niki per gli esempi concreti, sui quali hai sinceramente tutta la nostra comprensione e il nostro sostegno.
Quanto meno, mi viene da dire, chi subisce ora concrete o potenziali ingiustizie dei venti impetuosi che sembrano sconvolgere il pianeta, può in tempo reale avere il sostegno e la comprensione empatica di noi tutti. Purtroppo, e dobbiamo riconoscerlo tristemente, pochi si sono mossi a difesa verso chi le ha subite quando spiravano venti opposti (e, mi ripeto, il fatto che fossero “un po’ più sottotraccia” li rende a mio parere ancor più subdoli).
Si è detto che c’è bisogno di esempi concreti.
Stonewall e Mermaids sono, senza dubbio, gruppi che hanno svolto e svolgono una loro importante e riconosciuta funzione di supporto a minoranze sessuali. Ma, nel loro comprensibile zelo ideologico e nella collusività con alcuni operatori della salute mentale, a volte possono anche eccedere e diventare, sul piano della salute dei nostri giovani, non troppo salutari. Qualcuno ha mai fiatato quando queste associazioni andavano a far proseliti tra i genitori di bambini autistici che al GIDS erano ormai oltre la metà di quelli in transizione? Lo denunciavano in solitudine (denunciati a loro volta come “transfobici”) coraggiosi terapeuti come Bell e Evens che angosciati decidevano di dimettersi dal GIDS, mentre queste associazioni continuavano a godere di buonissima fama e stampa, apertamente sostenute da personaggi pubblici come il Pricipe Harry, Alexandria Ocasio-Cortez o Emma Watson.
Saremmo tutti disposti in questa mailing list a dire ora con chiarezza: sì, è stata una vicenda gravissima che ha portato quel servizio ad agire in modo palesemente antiscientifico e dannoso sul piano sanitario (tanto da essere chiuso)? E quindi, siamo tutti disposti a riconoscere che anche altri venti o “cornici” hanno inciso e incidono profondamente sulla qualità della vita delle persone?
Qualcuno si è chiesto come mai in un ambito dello sviluppo così sensibile come quello dell’identità di genere, che riguarda la salute fisica e psichica di tanti giovani, dove le scelte che si operano possono segnare indelebilmente tutta la vita di una persona, nonostante le sollecitazioni che venivano già 20 anni fa dall’APA, non si è visto sui protocolli affermativi praticamente uno straccio di RCT in più di due decadi, mentre ne abbiamo a iosa anche per il trattamento di un banalissimo disturbo d’ansia?
La risposta è ovvia: perché spiravano altri “venti” politico-ideologici e non c’era proprio nessun interesse politico a guardarci. I finanziamenti, come ha ben argomentato anche Marco, andavano a finire altrove: e chi non è del tutto stupido fa presto a vedere dove, sbirciando i capitoli di spesa dei vari, chiamiamoli “USAID”, dei vari paesi (e non facciamo di tutti i DEI un fascio, come è già stato riconosciuto alcuni finivano appunto a limitare l’accesso alle risorse economiche o su altri obiettivi discutibili).
Qualcuno avrebbe il coraggio di negare che questa è stata una grave mancanza scientifica e di tutela per queste minoranze?
Per due decenni di utilizzo del cosiddetto “protocollo olandese” (ampiamente e ciecamente sponsorizzato dalle passate amministrazioni e dai passati “venti” politici) nessuno ha mai fiatato sui suoi eccessi, nemmeno di fronte ad una autoproclamatasi società “scientifica” mondiale i cui soci più influenti consideravano (e forse ancora considerano) esplicitamente un valore far transitare senza esitazione anche un grave disturbo dissociativo di personalità o un disturbo di personalità multipla (con l’unico scrupolo “etico” di avere il consenso di tutti gli “alter”!). Qualcuno ha mai gridato all’orrore o più semplicemente ha dedicato un pensiero ai veri diritti di queste persone che hanno subito malpractice medica e psicologica per anni? E qui non è Meta, è (ancor più gravemente) una parte cospicua della comunità scientifica che ha “seppellito delle evidenze”.
Il tempo passa e la scienza “è costretta” ad accorgersi di questi eccessi sui quali cerca di rimettere le cose a posto, ripristinando il buon senso clinico in un ambito in cui era stato completamente smarrito, in tal modo tutelando maggiormente le cosiddette minoranze sessuali qui implicate. Eppure qualcuno ancora riesce a fare orecchie da mercante: dodici società scientifiche (delle quali già qualcuna si sta retrospettivamente vergognando!) hanno fatto, non tanto tempo fa, affermazioni mediatiche rivelatesi palesemente antiscientifiche per contrastare questi cambiamenti. Non ho visto su nessuna mailing list levate di scudi su questo.
Vogliamo anche esprimere la nostra solidarietà, come società scientifica, a Hilary Cass alla quale è stato vivamente consigliato di non viaggiare sui mezzi pubblici per timori sulla sua sicurezza?
Fermo restando, e io sarò il primo a farlo, che certamente dovremo ora vigilare perché non si arrivi al rischio opposto in cui un eccesso di rigore protocollare in questo campo possa portare ad una impossibilità ad agire per aiutare efficacemente tutte quelle persone che ne hanno veramente bisogno.
Mi auguro che la SITCC rimanga sempre così libera, come sta mostrando questa mailing list, e sia sempre più capace di promuovere, nei confronti dei suoi soci, una cultura e un atteggiamento di vigile consapevolezza critica sui rapporti tra scienza e ideologia, al fine di tutelare la buona ed equilibrata ricerca scientifica da qualunque parte venga e a denunciare gli eccessi ideologici da qualunque parte vengano.
Furio Lambruschi
Grazie Niki per gli esempi concreti, sui quali hai sinceramente tutta la nostra comprensione e il nostro sostegno.
Quanto meno, mi viene da dire, chi subisce ora concrete o potenziali ingiustizie dei venti impetuosi che sembrano sconvolgere il pianeta, può in tempo reale avere il sostegno e la comprensione empatica di noi tutti. Purtroppo, e dobbiamo riconoscerlo tristemente, pochi si sono mossi a difesa verso chi le ha subite quando spiravano venti opposti (e, mi ripeto, il fatto che fossero “un po’ più sottotraccia” li rende a mio parere ancor più subdoli).
Si è detto che c’è bisogno di esempi concreti.
Stonewall e Mermaids sono, senza dubbio, gruppi che hanno svolto e svolgono una loro importante e riconosciuta funzione di supporto a minoranze sessuali. Ma, nel loro comprensibile zelo ideologico e nella collusività con alcuni operatori della salute mentale, a volte possono anche eccedere e diventare, sul piano della salute dei nostri giovani, non troppo salutari. Qualcuno ha mai fiatato quando queste associazioni andavano a far proseliti tra i genitori di bambini autistici che al GIDS erano ormai oltre la metà di quelli in transizione? Lo denunciavano in solitudine (denunciati a loro volta come “transfobici”) coraggiosi terapeuti come Bell e Evens che angosciati decidevano di dimettersi dal GIDS, mentre queste associazioni continuavano a godere di buonissima fama e stampa, apertamente sostenute da personaggi pubblici come il Pricipe Harry, Alexandria Ocasio-Cortez o Emma Watson.
Saremmo tutti disposti in questa mailing list a dire ora con chiarezza: sì, è stata una vicenda gravissima che ha portato quel servizio ad agire in modo palesemente antiscientifico e dannoso sul piano sanitario (tanto da essere chiuso)? E quindi, siamo tutti disposti a riconoscere che anche altri venti o “cornici” hanno inciso e incidono profondamente sulla qualità della vita delle persone?
Qualcuno si è chiesto come mai in un ambito dello sviluppo così sensibile come quello dell’identità di genere, che riguarda la salute fisica e psichica di tanti giovani, dove le scelte che si operano possono segnare indelebilmente tutta la vita di una persona, nonostante le sollecitazioni che venivano già 20 anni fa dall’APA, non si è visto sui protocolli affermativi praticamente uno straccio di RCT in più di due decadi, mentre ne abbiamo a iosa anche per il trattamento di un banalissimo disturbo d’ansia?
La risposta è ovvia: perché spiravano altri “venti” politico-ideologici e non c’era proprio nessun interesse politico a guardarci. I finanziamenti, come ha ben argomentato anche Marco, andavano a finire altrove: e chi non è del tutto stupido fa presto a vedere dove, sbirciando i capitoli di spesa dei vari, chiamiamoli “USAID”, dei vari paesi (e non facciamo di tutti i DEI un fascio, come è già stato riconosciuto alcuni finivano appunto a limitare l’accesso alle risorse economiche o su altri obiettivi discutibili).
Qualcuno avrebbe il coraggio di negare che questa è stata una grave mancanza scientifica e di tutela per queste minoranze?
Per due decenni di utilizzo del cosiddetto “protocollo olandese” (ampiamente e ciecamente sponsorizzato dalle passate amministrazioni e dai passati “venti” politici) nessuno ha mai fiatato sui suoi eccessi, nemmeno di fronte ad una autoproclamatasi società “scientifica” mondiale i cui soci più influenti consideravano (e forse ancora considerano) esplicitamente un valore far transitare senza esitazione anche un grave disturbo dissociativo di personalità o un disturbo di personalità multipla (con l’unico scrupolo “etico” di avere il consenso di tutti gli “alter”!). Qualcuno ha mai gridato all’orrore o più semplicemente ha dedicato un pensiero ai veri diritti di queste persone che hanno subito malpractice medica e psicologica per anni? E qui non è Meta, è (ancor più gravemente) una parte cospicua della comunità scientifica che ha “seppellito delle evidenze”.
Il tempo passa e la scienza “è costretta” ad accorgersi di questi eccessi sui quali cerca di rimettere le cose a posto, ripristinando il buon senso clinico in un ambito in cui era stato completamente smarrito, in tal modo tutelando maggiormente le cosiddette minoranze sessuali qui implicate. Eppure qualcuno ancora riesce a fare orecchie da mercante: dodici società scientifiche (delle quali già qualcuna si sta retrospettivamente vergognando!) hanno fatto, non tanto tempo fa, affermazioni mediatiche rivelatesi palesemente antiscientifiche per contrastare questi cambiamenti. Non ho visto su nessuna mailing list levate di scudi su questo.
Vogliamo anche esprimere la nostra solidarietà, come società scientifica, a Hilary Cass alla quale è stato vivamente consigliato di non viaggiare sui mezzi pubblici per timori sulla sua sicurezza?
Fermo restando, e io sarò il primo a farlo, che certamente dovremo ora vigilare perché non si arrivi al rischio opposto in cui un eccesso di rigore protocollare in questo campo possa portare ad una impossibilità ad agire per aiutare efficacemente tutte quelle persone che ne hanno veramente bisogno.
Mi auguro che la SITCC rimanga sempre così libera, come sta mostrando questa mailing list, e sia sempre più capace di promuovere, nei confronti dei suoi soci, una cultura e un atteggiamento di vigile consapevolezza critica sui rapporti tra scienza e ideologia, al fine di tutelare la buona ed equilibrata ricerca scientifica da qualunque parte venga e a denunciare gli eccessi ideologici da qualunque parte vengano.
Furio Lambruschi