La psicoterapia ha dimenticato la psicologia?
Per una psicoterapia fondata sulla conoscenza dei fattori psicologici della sofferenza.
di Francesco Mancini e Antonio Semerari Scuola di Psicoterapia Cognitiva SPC.
Negli ultimi decenni la psicoterapia ha compiuto enormi progressi nella verifica empirica della propria efficacia. Tuttavia, questo sviluppo ha prodotto un effetto inatteso: l’attenzione della ricerca e della formazione si è progressivamente spostata dalla comprensione della psicopatologia alle caratteristiche dell’intervento terapeutico.
Oggi il dibattito sembra ruotare prevalentemente attorno a due domande:
Quali sono i fattori terapeutici realmente efficaci?
Quali tecniche o protocolli producono i migliori risultati?
Si tratta di domande importanti, ma entrambe presuppongono che il problema fondamentale della psicoterapia consista nello scegliere l’intervento migliore.
È possibile, invece, che la domanda scientificamente più importante venga formulata molto prima:
Quali sono i fattori psicologici che generano e mantengono la sofferenza psicopatologica?
Solo dopo aver risposto a questa domanda diventa possibile stabilire quali interventi possano modificarli, vale a dire il rationale degli interventi.
I fattori comuni: una teoria del cambiamento terapeutico
Bruce Wampold ha profondamente influenzato la psicoterapia contemporanea sostenendo, attraverso numerose metanalisi, che le differenze di efficacia tra i diversi orientamenti sarebbero generalmente modeste.
Secondo il suo modello contestuale, gran parte del cambiamento dipenderebbe da elementi comuni alle diverse psicoterapie: l’alleanza terapeutica, la fiducia nel terapeuta, le aspettative del paziente, la credibilità soggettiva del trattamento e la qualità della relazione.
Questo contributo ha ridimensionato la convinzione che il successo della psicoterapia dipenda esclusivamente dalla tecnica impiegata.
Ma il modello dei fattori comuni, per sua natura, è soprattutto una teoria delle condizioni che favoriscono il cambiamento terapeutico.
Non costituisce una teoria della sofferenza psicopatologica.
Esso spiega perché una terapia possa funzionare, ma dico poco o nulla sui fattori psicologici che producono e mantengono un disturbo ossessivo, un disturbo di panico, una depressione o un disturbo di personalità o qualunque altra forma di sofferenza psicologica.
continua...https://cognitivismo.com/2026/08/28/la- ... sicologia/
La psicoterapia ha dimenticato la psicologia?
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Francesco Mancini
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Luca Orazzo
Re: La psicoterapia ha dimenticato la psicologia?
Grazie Francesco, grazie Antonio. Avete focalizzato, con la consueta intelligenza, un tema che da tempo mi sta turbando nel mio procedere terapeutico e nel mio riconoscermi nel modello. Al di là di una maggiore attenzione alla specificità del funzionamento mentale della singola persona, al netto della migliore conoscenza possibile di sé stesso del terapeuta, probabilmente un approccio combinato ed equilibrato di tecniche e fattori relazionali può aiutare nel lavoro terapeutico. Ma c’è da ragionare…
Ancora grazie
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