Distruzione delle condizioni di vita: una analisi sanitaria del genocidio di Gaza
Moderatore: DAILA CAPILUPI [3284]
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Alberto Barbieri
- https://www.youtube.com/channel/UCYEG-tsioNZ1TDK3B9Y1g7g
Re: Distruzione delle condizioni di vita: una analisi sanitaria del genocidio di Gaza
Desidero ringraziare i colleghi della SITCC Lazio per l'importante chiarimento rispetto all'Università Bar-Ilan , e tutti coloro che hanno partecipato a questo dibattito con contributi costruttivi, condividendo esperienza e sensibilità. Mi conforta sapere di esser parte di una società scientifica che non si isola come una monade rispetto alle intollerabili atrocità che vive il nostro tempo ma che al contrario si sente parte viva e responsabile della società civile, pronta a far sentire la sua voce anche pubblicamente. A mio avviso, qualsiasi ricerca scientifica, anche la più brillante, perde ogni senso se chi la pratica (istituti accademici o singoli ricercatori) ignora, o addirittura calpesta alcuni principi etici essenziali. Tra di essi certamente il diritto internazionale e i diritti umani fondamentali
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SITCC Lazio
Re: Distruzione delle condizioni di vita: una analisi sanitaria del genocidio di Gaza
Caro Alberto, care e cari tutti,
due precisazioni necessarie: prima, crediamo che, fino a prova contraria, non sia mai stata in dubbio la sensibilità della SITCC e di noi tutti alle questioni etiche fondamentali. Seconda, tale sensibilità per essere giusta non può correre il rischio di apparire parziale, altrimenti uscirebbe dal dominio dell’etica per entrare in quello della politica, andando così contro lo statuto della SITCC, che è una società scientifica. E dunque, cogliamo l'occasione per precisare di non essere favorevoli a iniziative rivolte selettivamente a colleghi e accademie di un unico Paese. Riteniamo, al contrario, che qualunque iniziativa si intraprenda in difesa di principi etici (ad esempio, un tavolo tecnico sul tema), non dovrà prescindere da una valutazione imparziale ed esaustiva di tutti gli istituti, enti, singoli colleghi appartenenti a Paesi di tutto il mondo sospettati di violazione dei diritti umani fondamentali.
Un caro saluto,
Il Direttivo della sezione SITCC Lazio
due precisazioni necessarie: prima, crediamo che, fino a prova contraria, non sia mai stata in dubbio la sensibilità della SITCC e di noi tutti alle questioni etiche fondamentali. Seconda, tale sensibilità per essere giusta non può correre il rischio di apparire parziale, altrimenti uscirebbe dal dominio dell’etica per entrare in quello della politica, andando così contro lo statuto della SITCC, che è una società scientifica. E dunque, cogliamo l'occasione per precisare di non essere favorevoli a iniziative rivolte selettivamente a colleghi e accademie di un unico Paese. Riteniamo, al contrario, che qualunque iniziativa si intraprenda in difesa di principi etici (ad esempio, un tavolo tecnico sul tema), non dovrà prescindere da una valutazione imparziale ed esaustiva di tutti gli istituti, enti, singoli colleghi appartenenti a Paesi di tutto il mondo sospettati di violazione dei diritti umani fondamentali.
Un caro saluto,
Il Direttivo della sezione SITCC Lazio
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Alberto Barbieri
Re: Distruzione delle condizioni di vita: una analisi sanitaria del genocidio di Gaza
Cari colleghi e colleghe della SITCC Lazio, in linea di principio sono d'accordo con voi su tutto. Se ho dato ad intendere altro me ne dispiaccio. Evidentemente non sono riuscito ad esprimere il mio pensiero in modo sufficientemente chiaro. Detto ciò, la mia speranza è che la commissione tecnica che si sta costituendo esamini con urgenza le questioni sollevate in questo dibattito. Questo per due ragioni essenziali.
In primis perchè il massacro, la spoliazione e la disumanizzazione della popolazione civile palestinese a Gaza (ma anche nel West Bank) prosegue feroce giorno dopo giorno sotto i nostri occhi. Secondo la International Association of Genocide Scholars, la più grande associazione accademica al mondo di studiosi su questo tema, si tratta senza dubbio di genocidio. ( https://www.valigiablu.it/associazione- ... aele-gaza/ ). Anche secondo la Commissione di indagine delle Nazioni Unite (notizia di questa mattina) si tratta di genocidio ( https://www.swissinfo.ch/ita/gaza%3A-co ... 2/90010168 ). Stiamo parlando del crimine più spaventoso che uno Stato può commettere nei confronti di un popolo.
In secondo luogo perchè esitono evidenze solide, chiare e incontrovertibili che molte università israeliane (tra queste certamente la Bar-Ilan) collaborano attivamente e strutturalmente alle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario (inclusi crimini di guerra e ora il genocidio) portate avanti dallo Stato israeliano nei confronti del popolo palestinese.
Un caro saluto
In primis perchè il massacro, la spoliazione e la disumanizzazione della popolazione civile palestinese a Gaza (ma anche nel West Bank) prosegue feroce giorno dopo giorno sotto i nostri occhi. Secondo la International Association of Genocide Scholars, la più grande associazione accademica al mondo di studiosi su questo tema, si tratta senza dubbio di genocidio. ( https://www.valigiablu.it/associazione- ... aele-gaza/ ). Anche secondo la Commissione di indagine delle Nazioni Unite (notizia di questa mattina) si tratta di genocidio ( https://www.swissinfo.ch/ita/gaza%3A-co ... 2/90010168 ). Stiamo parlando del crimine più spaventoso che uno Stato può commettere nei confronti di un popolo.
In secondo luogo perchè esitono evidenze solide, chiare e incontrovertibili che molte università israeliane (tra queste certamente la Bar-Ilan) collaborano attivamente e strutturalmente alle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario (inclusi crimini di guerra e ora il genocidio) portate avanti dallo Stato israeliano nei confronti del popolo palestinese.
Un caro saluto
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Alberto Barbieri
Re: Distruzione delle condizioni di vita: una analisi sanitaria del genocidio di Gaza
Buongiorno,
scrivo per sapere se ci sono aggiornamenti circa il Tavolo Tecnico promosso dal Consiglio Direttivo sui temi sollevati da questo dibattito relativi alla drammatica situazione di Gaza e a contesti simili.
Grazie mille
scrivo per sapere se ci sono aggiornamenti circa il Tavolo Tecnico promosso dal Consiglio Direttivo sui temi sollevati da questo dibattito relativi alla drammatica situazione di Gaza e a contesti simili.
Grazie mille
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Laura Ferrari
Re: Distruzione delle condizioni di vita: una analisi sanitaria del genocidio di Gaza
Mi associo alla richiesta del collega Alberto Biancheri e nell'attesa mi rendo disponibile per altre azioni portate avanti da colleghi anche non sotto l'egida SiTCC che segnalino la partecipazione come sanitari alla mobilitazione internazionaleAlberto Barbieri ha scritto: ↑01 ott 2025, 11:26 Buongiorno,
scrivo per sapere se ci sono aggiornamenti circa il Tavolo Tecnico promosso dal Consiglio Direttivo sui temi sollevati da questo dibattito relativi alla drammatica situazione di Gaza e a contesti simili.
Grazie mille
Grazie
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Fabio Theodule
Re: Distruzione delle condizioni di vita: una analisi sanitaria del genocidio di Gaza
Buongiorno, mi associo anche io alla richiesta. Una buona giornata
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Direttivo Sitcc
Re: Distruzione delle condizioni di vita: una analisi sanitaria del genocidio di Gaza
Caro Alberto, cari colleghi,
Ci scusiamo per non avere più risposto alle vostre mail di richiesta del tavolo tecnico di cui avevamo fatto menzione nella nostra mail, ma ci siamo presi del tempo per capire come muoverci.
Volevamo aggiornarvi dunque su quello di cui ci stiamo occupando. Abbiamo fatto diverse riunioni, domandandoci in che modo la nostra società potesse dare un contributo utile a ciò che sta accadendo in Medio Oriente.
La situazione generale nella striscia di Gaza è devastante, e questo è sotto gli occhi di tutti. Oltre al massacro fisico, c’è anche un massacro psicologico, di chi resta, con tutto il dolore di ciò che comporta.
Pertanto abbiamo pensato di coinvolgere alcuni tra i più importanti esperti di traumatologia della nostra società per potere avere dei consigli su come potere fornire un aiuto concreto alla popolazione palestinese e israeliana. Partendo da questa, vorremmo porre attenzione anche a tutte le altre situazioni drammatiche che ci sono e di cui si occupano alcune associazioni.
Per fare ciò, abbiamo bisogno di tempo e cura, anche perché nel frattempo abbiamo diverse cose che riguardano la gestione della società chesono comunque da prendere in carico.
Pertanto, non appena avremo un piano concreto e chiaro comunicheremo in mailing list il nostro operato.
Fiduciosi nel supporto di tutti, vi salutiamo e per chi ci sarà, ci vedremo a Chia.
Ci scusiamo per non avere più risposto alle vostre mail di richiesta del tavolo tecnico di cui avevamo fatto menzione nella nostra mail, ma ci siamo presi del tempo per capire come muoverci.
Volevamo aggiornarvi dunque su quello di cui ci stiamo occupando. Abbiamo fatto diverse riunioni, domandandoci in che modo la nostra società potesse dare un contributo utile a ciò che sta accadendo in Medio Oriente.
La situazione generale nella striscia di Gaza è devastante, e questo è sotto gli occhi di tutti. Oltre al massacro fisico, c’è anche un massacro psicologico, di chi resta, con tutto il dolore di ciò che comporta.
Pertanto abbiamo pensato di coinvolgere alcuni tra i più importanti esperti di traumatologia della nostra società per potere avere dei consigli su come potere fornire un aiuto concreto alla popolazione palestinese e israeliana. Partendo da questa, vorremmo porre attenzione anche a tutte le altre situazioni drammatiche che ci sono e di cui si occupano alcune associazioni.
Per fare ciò, abbiamo bisogno di tempo e cura, anche perché nel frattempo abbiamo diverse cose che riguardano la gestione della società chesono comunque da prendere in carico.
Pertanto, non appena avremo un piano concreto e chiaro comunicheremo in mailing list il nostro operato.
Fiduciosi nel supporto di tutti, vi salutiamo e per chi ci sarà, ci vedremo a Chia.
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Alberto Barbieri
Re: Distruzione delle condizioni di vita: una analisi sanitaria del genocidio di Gaza
Care colleghe e cari colleghi del Direttivo SITCC,
innanzi tutti grazie per la vostra risposta. Nel merito, vorrei fare due osservazioni.
1) Mi sembra veramente un'eccellente idea quella di voler fornire un aiuto concreto alla popolazione colpita dalla violenza del conflitto israelo-palestinese, a partire dalle competenze all'interno della SITCC. A questo proposito, segnalo che l'organizzazione medico umanitaria di cui faccio parte (Medici per i Diritti Umani - MEDU) opera con progetti sanitari (inclusi interventi di psicotraumatologia e MHPSS) in Israele, Gaza e Cisgiordania da oltre 15 anni, collaborando con ONG sia israeliane che palestinesi. Inoltre, ci occupiamo da molti anni di trauma psicologico in contesti trans-culturali con differenti progetti sia in Italia (soprattutto rivolti a rifugiati) sia in aree di guerra (ad esempio in Ucraina). Tra l'altro, oltre al sottoscritto, collaborano con MEDU altre esperte colleghe associate alla SITCC. All'attività clinica abbiamo anche affiancato un'attività di ricerca operazionale. Ci farebbe pertanto piacere poter dare una mano a questa fase di riflessione che il Direttivo SITCC sta portando avanti.
2) Come certamente ricorderete, la questione che avevo sollevato riguardava la possibilità che la SITCC assumesse una posizione pubblica di fronte alle atrocità in corso a Gaza, che hanno comportato, tra l’altro, l’eliminazione fisica o l’incarcerazione di centinaia di colleghi palestinesi — medici, psicologi e altri operatori sanitari — fino al quasi totale annientamento del sistema sanitario di Gaza. Ricordo che numerose autorevoli società mediche, tra cui la British Medical Association e diverse università nazionali e internazionali, hanno già preso posizione pubblicamente su questi eventi. Perdonate quindi se insisto, ma mi sembra che non vi sia ancora stata una risposta da parte del Direttivo su questo specifico punto. Come comprenderete, la tempestività in questo caso è un elemento essenziale, data la gravità e l’urgenza della situazione.
Vi ringrazio ancora per l’attenzione dedicata a questo tema, nonostante il periodo così denso di impegni e scadenze per la SITCC.
innanzi tutti grazie per la vostra risposta. Nel merito, vorrei fare due osservazioni.
1) Mi sembra veramente un'eccellente idea quella di voler fornire un aiuto concreto alla popolazione colpita dalla violenza del conflitto israelo-palestinese, a partire dalle competenze all'interno della SITCC. A questo proposito, segnalo che l'organizzazione medico umanitaria di cui faccio parte (Medici per i Diritti Umani - MEDU) opera con progetti sanitari (inclusi interventi di psicotraumatologia e MHPSS) in Israele, Gaza e Cisgiordania da oltre 15 anni, collaborando con ONG sia israeliane che palestinesi. Inoltre, ci occupiamo da molti anni di trauma psicologico in contesti trans-culturali con differenti progetti sia in Italia (soprattutto rivolti a rifugiati) sia in aree di guerra (ad esempio in Ucraina). Tra l'altro, oltre al sottoscritto, collaborano con MEDU altre esperte colleghe associate alla SITCC. All'attività clinica abbiamo anche affiancato un'attività di ricerca operazionale. Ci farebbe pertanto piacere poter dare una mano a questa fase di riflessione che il Direttivo SITCC sta portando avanti.
2) Come certamente ricorderete, la questione che avevo sollevato riguardava la possibilità che la SITCC assumesse una posizione pubblica di fronte alle atrocità in corso a Gaza, che hanno comportato, tra l’altro, l’eliminazione fisica o l’incarcerazione di centinaia di colleghi palestinesi — medici, psicologi e altri operatori sanitari — fino al quasi totale annientamento del sistema sanitario di Gaza. Ricordo che numerose autorevoli società mediche, tra cui la British Medical Association e diverse università nazionali e internazionali, hanno già preso posizione pubblicamente su questi eventi. Perdonate quindi se insisto, ma mi sembra che non vi sia ancora stata una risposta da parte del Direttivo su questo specifico punto. Come comprenderete, la tempestività in questo caso è un elemento essenziale, data la gravità e l’urgenza della situazione.
Vi ringrazio ancora per l’attenzione dedicata a questo tema, nonostante il periodo così denso di impegni e scadenze per la SITCC.
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DAILA CAPILUPI [3284]
- Messaggi: 17
- Iscritto il: 02 mag 2022, 15:22
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Re: Distruzione delle condizioni di vita: una analisi sanitaria del genocidio di Gaza
Cari soci,
con imperdonabile ritardo invio la mail pervenuta qualche giorno fa dalla collega Egidia Fanni.
D.Capilupi
Buongiorno a tutte e a tutti, quando ho letto la mail di sollecito del collega Barbieri ho pensato di associarmi alla sua richiesta. Allo stesso tempo, ero combattuta, poiché trovo inverosimile dover sollecitare una società scientifica di psicoterapia su un tema cosi
strettamente legato alle questioni umanitarie ed etiche. Preferisco quindi, con rammarico ma con chiarezza, uscire dalla società scientifica, non riconoscendomi più nei suoi orientamenti e nelle sue scelte di silenzio rispetto a questioni che, a mio avviso, chiamano in causa i fondamenti stessi
dell'etica e della responsabilità professionale. Un saluto cordiale, in particolare a tutta la colleganza che è
intervenuta con umanità e professionalità in questo dibattito.
Grazie
Egidia
con imperdonabile ritardo invio la mail pervenuta qualche giorno fa dalla collega Egidia Fanni.
D.Capilupi
Buongiorno a tutte e a tutti, quando ho letto la mail di sollecito del collega Barbieri ho pensato di associarmi alla sua richiesta. Allo stesso tempo, ero combattuta, poiché trovo inverosimile dover sollecitare una società scientifica di psicoterapia su un tema cosi
strettamente legato alle questioni umanitarie ed etiche. Preferisco quindi, con rammarico ma con chiarezza, uscire dalla società scientifica, non riconoscendomi più nei suoi orientamenti e nelle sue scelte di silenzio rispetto a questioni che, a mio avviso, chiamano in causa i fondamenti stessi
dell'etica e della responsabilità professionale. Un saluto cordiale, in particolare a tutta la colleganza che è
intervenuta con umanità e professionalità in questo dibattito.
Grazie
Egidia
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Laura Ferrari
Re: Distruzione delle condizioni di vita: una analisi sanitaria del genocidio di Gaza
Credo che la risposta alla sollecitazione sia chiara. Come Società non si ritiene necessario associarsi a agli appelli di altre organizzazioni e società scientifiche e non che denunciano il genocidio e che chiedono che vengano rispettate le condizioni basiche della dignità e delle condizioni dei civili nei conflitti tra cui il diritto alle cure sanitarie. Ritengo che un tavolo inerente la psicotraumatologia e gli esiti sulla salute mentale in ambito di guerra sia estremamente interessante ma non attiene alla richiesta portata avanti da diversi colleghi.
Me ne dispiaccio
Me ne dispiaccio