Autismo e vaccini
Moderatore: DAILA CAPILUPI [3284]
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Re: Autismo e vaccini
Anzitutto, mi permetto di far notare che la notizia che il CDC (il Center for Desease Control and Prevention degli USA), sta pianificando un largo studio per valutare la correlazione tra autismo e vaccinazioni (https://www.reuters.com/business/health ... dium) cade in uno specifico contesto storico, in cui le istituzioni governative (CDC e FDA) sono adesso sotto una diversa amministrazione rispetto alla precedente.
In particolare, sono sotto la responsabilità di Robert Kennedy Jr., ora ministro del governo Trump, cioè un avvocato che ha dedicato parte della sua vita alla difesa dei consumatori, con alcune vittorie clamorose come risultato delle cause che ha intentato contro dei colossi privati. Kennedy, senza tanto clamore, ha già dimostrato la sua volontà di rispettare le promesse elettorali inibendo le riunioni sia del CDC che della FDA (programmate dopo l'insediamento del nuovo governo e miranti a proseguire la linea della precedente amministrazione Biden). La linea di Kennedy (ed il motivo della sua nomina) discende dalla determinazione del presidente Trump di "prosciugare la palude", cioè eliminare la corruzione presente nel governo USA, che purtroppo è il contesto generale della ricerca in USA.
Questo di ricollocare nel suo contesto storico un importante evento storico mi sembra un criterio che non possiamo ignorare noi, specialmente se non abbiamo gettato alle ortiche il nostro passato comportamentista!
Venendo alla materia del contendere, bisogna dire che il rapporto tra autismo e vaccinazioni è stato giustamente valutato sulla base di ricerche scientifiche. Tali ricerche, però, sono state condotte prevalentemente dalle stesse Case farmaceutiche che producono o vendono i vaccini. Si è visto con la vicenda del Covid-19 che attendibilità avevano queste ricerche: dati manipolati, risultati ignorati, conclusioni infondate hanno portato a epidemie di effetti indesiderati, di cui paghiamo (e pagheremo ancora a lungo) le conseguenze, comprese le più gravi.
Ho aggiunto una previsione per il futuro semplicemente perché gli attuali "vaccini" a mRNA tendono a modificare segmenti di DNA, grazie all'enzima RNA trascrittasi che introduce nel nucleo cellulare materiale genetico prima non presente!
Peraltro, i risultati dei "conflitti di intreresse" (o COI) dei ricercatori con i produttori sono tali da essere stati essi stessi oggetto di studi. Questi studi hanno messo in luce come i farmaci delle "Case" che avevano promosso o eseguito tali ricerche avevano un tasso di effetti "terapeutici" (cioè nel senso desiderato) mediamente di circa il 25% significativamente superiore a quelli degli studi condotti senza reicercatori in COI!
Altro fenomeno, già noto da tempo, è quello delle "revolving doors": ricercatori delle Agenzie governative di controllo USA che vengono dimessi sono poi reclutati dalle Case farmaceutiche, dove avranno modo di esplicare le loro esperienze e conoscenze acquisite nel settore pubblico, stavolta a favore dei privati. E coloro che lavorano nel privato - una volta ritornati a lavorare nelle Agenzie governative - hanno modo di insegnare a tali agenzie quali requisiti porre, in modo da rendere più facile la elusione delle regole stabilite.
Tralascio fenomeni come le false società scientifiche, o il "fearmomgering" (l'alimentazione della paura), o l'incentivazione delle prescrizioni mediche (come potete vedere in questo servizio di questo bravo giornalista d'inchiesta: https://www.facebook.com/61552177555759 ... 1553497544), ecc.
Allora chiedo: così stando le cose, c'è ancora da fidarsi delle "ricerche scientifiche"? Come ex-ricercatore pongo questa domanda con dolore, rendendomi conto che purtroppo si tratta di fenomeni ampiamente diffusi e non solo in America. E il semplice obbligo di dichiarare l'eventuale COI è un palliativo ritenuto da quasi tutti del tutto insufficiente.
Per quanto riguarda gli OGM, i cui danni tanto preoccupano Giancarlo Dimaggio, bisogna sapere che tali danni (quelli noti) sono in gran parte attribuibili alla possibilità di usare prodotti erbicidi che aumentano la resa delle coltivazioni, come ad es. il Roundup, ma che sono tossici per l'organismo umano (sono stati dimostrati anche effetti sul SNC, come l'autismo): senza gli organismi OGM appositamente modificati per resistervi, gli erbicidi farebbero strage anche delle coltivazioni usate per il consumo umano, così come lo fanno delle specie indesiderate. Quindi, l'uso degli erbicidi diventa economico grazie agli OGM. Ebbene: nonostante dozzine di raccolta firme nella EU, gli OGM sono ancora autorizzati! E quindi pongo un secondo quesito: possiamo continuare a interrogarci sulla innocuità di una specifica sostanza, ignorando il contesto in cui questa viene usata?
In particolare, sono sotto la responsabilità di Robert Kennedy Jr., ora ministro del governo Trump, cioè un avvocato che ha dedicato parte della sua vita alla difesa dei consumatori, con alcune vittorie clamorose come risultato delle cause che ha intentato contro dei colossi privati. Kennedy, senza tanto clamore, ha già dimostrato la sua volontà di rispettare le promesse elettorali inibendo le riunioni sia del CDC che della FDA (programmate dopo l'insediamento del nuovo governo e miranti a proseguire la linea della precedente amministrazione Biden). La linea di Kennedy (ed il motivo della sua nomina) discende dalla determinazione del presidente Trump di "prosciugare la palude", cioè eliminare la corruzione presente nel governo USA, che purtroppo è il contesto generale della ricerca in USA.
Questo di ricollocare nel suo contesto storico un importante evento storico mi sembra un criterio che non possiamo ignorare noi, specialmente se non abbiamo gettato alle ortiche il nostro passato comportamentista!
Venendo alla materia del contendere, bisogna dire che il rapporto tra autismo e vaccinazioni è stato giustamente valutato sulla base di ricerche scientifiche. Tali ricerche, però, sono state condotte prevalentemente dalle stesse Case farmaceutiche che producono o vendono i vaccini. Si è visto con la vicenda del Covid-19 che attendibilità avevano queste ricerche: dati manipolati, risultati ignorati, conclusioni infondate hanno portato a epidemie di effetti indesiderati, di cui paghiamo (e pagheremo ancora a lungo) le conseguenze, comprese le più gravi.
Ho aggiunto una previsione per il futuro semplicemente perché gli attuali "vaccini" a mRNA tendono a modificare segmenti di DNA, grazie all'enzima RNA trascrittasi che introduce nel nucleo cellulare materiale genetico prima non presente!
Peraltro, i risultati dei "conflitti di intreresse" (o COI) dei ricercatori con i produttori sono tali da essere stati essi stessi oggetto di studi. Questi studi hanno messo in luce come i farmaci delle "Case" che avevano promosso o eseguito tali ricerche avevano un tasso di effetti "terapeutici" (cioè nel senso desiderato) mediamente di circa il 25% significativamente superiore a quelli degli studi condotti senza reicercatori in COI!
Altro fenomeno, già noto da tempo, è quello delle "revolving doors": ricercatori delle Agenzie governative di controllo USA che vengono dimessi sono poi reclutati dalle Case farmaceutiche, dove avranno modo di esplicare le loro esperienze e conoscenze acquisite nel settore pubblico, stavolta a favore dei privati. E coloro che lavorano nel privato - una volta ritornati a lavorare nelle Agenzie governative - hanno modo di insegnare a tali agenzie quali requisiti porre, in modo da rendere più facile la elusione delle regole stabilite.
Tralascio fenomeni come le false società scientifiche, o il "fearmomgering" (l'alimentazione della paura), o l'incentivazione delle prescrizioni mediche (come potete vedere in questo servizio di questo bravo giornalista d'inchiesta: https://www.facebook.com/61552177555759 ... 1553497544), ecc.
Allora chiedo: così stando le cose, c'è ancora da fidarsi delle "ricerche scientifiche"? Come ex-ricercatore pongo questa domanda con dolore, rendendomi conto che purtroppo si tratta di fenomeni ampiamente diffusi e non solo in America. E il semplice obbligo di dichiarare l'eventuale COI è un palliativo ritenuto da quasi tutti del tutto insufficiente.
Per quanto riguarda gli OGM, i cui danni tanto preoccupano Giancarlo Dimaggio, bisogna sapere che tali danni (quelli noti) sono in gran parte attribuibili alla possibilità di usare prodotti erbicidi che aumentano la resa delle coltivazioni, come ad es. il Roundup, ma che sono tossici per l'organismo umano (sono stati dimostrati anche effetti sul SNC, come l'autismo): senza gli organismi OGM appositamente modificati per resistervi, gli erbicidi farebbero strage anche delle coltivazioni usate per il consumo umano, così come lo fanno delle specie indesiderate. Quindi, l'uso degli erbicidi diventa economico grazie agli OGM. Ebbene: nonostante dozzine di raccolta firme nella EU, gli OGM sono ancora autorizzati! E quindi pongo un secondo quesito: possiamo continuare a interrogarci sulla innocuità di una specifica sostanza, ignorando il contesto in cui questa viene usata?
Re: Autismo e vaccini
Lucio,
gli OGM non mi preoccupano, mi preoccupano tantissimo quelli che si oppongono al loro uso. Il mio messaggio non lasciava dubbi su questo
Giancarlo
gli OGM non mi preoccupano, mi preoccupano tantissimo quelli che si oppongono al loro uso. Il mio messaggio non lasciava dubbi su questo
Giancarlo
Re: Autismo e vaccini
Ringrazio tutti per gli stimoli ricevuti dalle risposte al mio appunto.
Sull'onda di un pregiudizio ideologico sulla amministrazione Trump ho scritto di getto sfogando la mia indignazione e di questo pregiudizio dobbiamo tenerne conto. Ma credo che la questione sia tutta lì. Non è in discussione la metodologia l'accuratezza e l'obiettività di uno studio scientifico che ancora non è partito e presumiamo che sarà accurato obiettivo e condotto con metodo scientifico. Fino a prova contraria. Ricordo che la questione correlazione autismo e vaccino trivalente è stata discussa la prima volta in un lavoro di comprovata falsificazione ritirato dal Lancet e che è costato la radiazione al suo autore. Quindi sì non tutta la ricerca è cosa buona e giusta.
Riguardo al diritto e alla libertà di fare ricerca è sacrosanto, possiamo comunque valutarne l'opportunità e la sensatezza. Come dice la collega ma davvero è il modo migliore di impiegare quei fondi? Ma non siamo americani e d'altronde se loro vogliono impiegare così i loro denari e non per una sanità pubblica a libero accesso chi siamo noi per giudicare.
Al di là delle simpatie e delle evidenti antipatie politiche questa scelta governativa (e il fatto che sia governativa ha un grosso peso) a mio parere ha un grande significato simbolico e concreto allo stesso tempo proprio perché evidenza una scelta ideologica che è quella di abbracciare una corrente di pensiero che è antiscientifica. La volontà è di mettere alla prova quello che dicono i "poteri forti" e finché lo fa un fuffa guru su YouTube ha un peso relativo anche se quei video hanno portato a un drastico abbassamento delle coperture vaccinali e una recrudescenza dell'epidemia di morbillo.
credo che a fianco al pregiudizio antiscientifico di mostri anche un pregiudizio iperscientifico quasi sacrale per cui vale tutto se condotto in uno studio randomizzato. Ma dobbiamo mantenere un criterio che ci consenta di valorizzare la qualità della scienza distinguendo, sì ahimè discriminando, tra le ricerche prodotte. Come accogliereste uno studio che miri a verificare se la Terra è piatta? Non occuperemmo i laboratori sequestrando i pc ai ricercatori in nome della Polizia della Scienza ma due grasse risate ce le faremmo.
Dobbiamo a mio parere tenere gli occhi ben aperti sul fattore culturale perché la Scienza non è neutrale ma è uno strumento nelle mani degli individui che fanno scienza e che vanno a indagare un oggetto anche sulla base di fattori ideologici.
Quello che ha portato alla decostruzione dell'omosessualità come patologia è stato snche un movimento culturale e in questo momento mi aspetto che compaiano e fioriscano ben presto diversi studi su omosessualità e disturbi mentali, allo scopo di dare validità e peso a un'ideologia conservatrice.
Trattiamo persone e questo dobbiamo tenerlo in considerazione quando facciamo clinica e facciamo ricerca.
Una ricerca sulla Terra Piatta e forse anche una su vaccini e autismo si beccherebbe un bel premio Ig-nobel ma una delle due ricerche avrebbe un impatto sulla salute delle persone
Sull'onda di un pregiudizio ideologico sulla amministrazione Trump ho scritto di getto sfogando la mia indignazione e di questo pregiudizio dobbiamo tenerne conto. Ma credo che la questione sia tutta lì. Non è in discussione la metodologia l'accuratezza e l'obiettività di uno studio scientifico che ancora non è partito e presumiamo che sarà accurato obiettivo e condotto con metodo scientifico. Fino a prova contraria. Ricordo che la questione correlazione autismo e vaccino trivalente è stata discussa la prima volta in un lavoro di comprovata falsificazione ritirato dal Lancet e che è costato la radiazione al suo autore. Quindi sì non tutta la ricerca è cosa buona e giusta.
Riguardo al diritto e alla libertà di fare ricerca è sacrosanto, possiamo comunque valutarne l'opportunità e la sensatezza. Come dice la collega ma davvero è il modo migliore di impiegare quei fondi? Ma non siamo americani e d'altronde se loro vogliono impiegare così i loro denari e non per una sanità pubblica a libero accesso chi siamo noi per giudicare.
Al di là delle simpatie e delle evidenti antipatie politiche questa scelta governativa (e il fatto che sia governativa ha un grosso peso) a mio parere ha un grande significato simbolico e concreto allo stesso tempo proprio perché evidenza una scelta ideologica che è quella di abbracciare una corrente di pensiero che è antiscientifica. La volontà è di mettere alla prova quello che dicono i "poteri forti" e finché lo fa un fuffa guru su YouTube ha un peso relativo anche se quei video hanno portato a un drastico abbassamento delle coperture vaccinali e una recrudescenza dell'epidemia di morbillo.
credo che a fianco al pregiudizio antiscientifico di mostri anche un pregiudizio iperscientifico quasi sacrale per cui vale tutto se condotto in uno studio randomizzato. Ma dobbiamo mantenere un criterio che ci consenta di valorizzare la qualità della scienza distinguendo, sì ahimè discriminando, tra le ricerche prodotte. Come accogliereste uno studio che miri a verificare se la Terra è piatta? Non occuperemmo i laboratori sequestrando i pc ai ricercatori in nome della Polizia della Scienza ma due grasse risate ce le faremmo.
Dobbiamo a mio parere tenere gli occhi ben aperti sul fattore culturale perché la Scienza non è neutrale ma è uno strumento nelle mani degli individui che fanno scienza e che vanno a indagare un oggetto anche sulla base di fattori ideologici.
Quello che ha portato alla decostruzione dell'omosessualità come patologia è stato snche un movimento culturale e in questo momento mi aspetto che compaiano e fioriscano ben presto diversi studi su omosessualità e disturbi mentali, allo scopo di dare validità e peso a un'ideologia conservatrice.
Trattiamo persone e questo dobbiamo tenerlo in considerazione quando facciamo clinica e facciamo ricerca.
Una ricerca sulla Terra Piatta e forse anche una su vaccini e autismo si beccherebbe un bel premio Ig-nobel ma una delle due ricerche avrebbe un impatto sulla salute delle persone
Re: Autismo e vaccini
Rispondo volentieri alla collega Federica Mansutti.
Sul primo punto: Tra i principi bioetici che si applicano anche alla ricerca scientifica c'è anche il principio di giustizia, cioè un'equo utilizzo delle risorse.
Quando ci si appella a principi etici si devono definire con precisione i contenuti di questi principi e la loro gerarchia in caso di principi in conflitto. In questo caso, ad esempio il principio di libertà e quello di giustizia in che rapporto sono tra loro? In caso di conflitto quale di essi deve prevalere? Nel caso debba prevalere quello di giustizia esso non comprende, come sembrerebbe intendere la collega, solo l'equa distribuzione delle risorse, ma ad esempio il minimo danno o anche il non nocumento di persone soggette all'obbligo. Le vaccinazioni sono obbligatorie per legge e il cittadino, che ha tutto il diritto di dubitare, deve assoggettarsi. a quest'obbligo in nome del principio di non nocumento. Non insisto sul punto che è stato espresso con forza da Agamben (deriso e dileggiato pubblicamente) in occasione dell'obbligo vaccinale COVID. Nel caso in questione Il principio a cui si appella la collega è meramente economicista e ciò non mi stupisce, vista la deriva del nuovo millennio che ha contagiato l'intero spazio della riflessione pubblica. Senza considerare le considerazioni di Michel Foucault sulla società costruita sul controllo dei corpi (cfr Sorvegliare e punire) Una protezione dalla prevalenza di principi a senso unico nell'ambito dei pubblici poteri è la possibile alternanza fra classi dirigenti - lasciamo stare la lunga disamina sulla crisi dei sistemi democratici e ragioniamo solo in termini di principi- garantita dalle libere elezioni. La precedente amministrazione statunitense aveva privilegiato alcune ricerche , l'attuale ne privilegia altre. Qualcuno aveva da ridire sulle scelte della precedente e qualcuno contesta quelle dell'attuale. Nulla a che vedere con la libertà della ricerca, io direi. Scelte politiche contestabili, non attentati alla libertà di ricerca (almeno finora, poi si vedrà)
Punto secondo: "Davvero manca ricerca sul (non) rapporto tra autismo e vaccini?"
Su questo rimando a quanto scritto egregiamente dal collega Sibilia.
Punto terzo: "Mi pare che alla fine ci ripariamo dietro alla scienza per sostenere ciascuno quello che già crede"
La collega non può sapere quanto sono d'accordo con lei!
Punto quarto: "la scienza, con tutti i suoi limiti, è ancora l'opzione migliore di cui disponiamo. Un po' come la democrazia...
Proprio no! la scienza Non è un'entità, ma essenzialmente un metodo. Il suo oggetto e la sua metodologia segnano il suo orizzonte. Anche questo è argomento troppo vasto. proporrei almeno una giornata di riflessione su questa faccenda della scienza e della scientificità. Sono anni che si ritorna su qu esta questione, a proposito e a sproposito. Sapete cosa vi dico che se nessuno si impegna nell'organizzare qualcosa, lo farò in piccolissimo io stesso, perbacco!
Ma la democrazia quella sì che è una risorsa. Oh, se funzionasse davvero!
State bene, cari colleghi.
Angelo Inverso
Sul primo punto: Tra i principi bioetici che si applicano anche alla ricerca scientifica c'è anche il principio di giustizia, cioè un'equo utilizzo delle risorse.
Quando ci si appella a principi etici si devono definire con precisione i contenuti di questi principi e la loro gerarchia in caso di principi in conflitto. In questo caso, ad esempio il principio di libertà e quello di giustizia in che rapporto sono tra loro? In caso di conflitto quale di essi deve prevalere? Nel caso debba prevalere quello di giustizia esso non comprende, come sembrerebbe intendere la collega, solo l'equa distribuzione delle risorse, ma ad esempio il minimo danno o anche il non nocumento di persone soggette all'obbligo. Le vaccinazioni sono obbligatorie per legge e il cittadino, che ha tutto il diritto di dubitare, deve assoggettarsi. a quest'obbligo in nome del principio di non nocumento. Non insisto sul punto che è stato espresso con forza da Agamben (deriso e dileggiato pubblicamente) in occasione dell'obbligo vaccinale COVID. Nel caso in questione Il principio a cui si appella la collega è meramente economicista e ciò non mi stupisce, vista la deriva del nuovo millennio che ha contagiato l'intero spazio della riflessione pubblica. Senza considerare le considerazioni di Michel Foucault sulla società costruita sul controllo dei corpi (cfr Sorvegliare e punire) Una protezione dalla prevalenza di principi a senso unico nell'ambito dei pubblici poteri è la possibile alternanza fra classi dirigenti - lasciamo stare la lunga disamina sulla crisi dei sistemi democratici e ragioniamo solo in termini di principi- garantita dalle libere elezioni. La precedente amministrazione statunitense aveva privilegiato alcune ricerche , l'attuale ne privilegia altre. Qualcuno aveva da ridire sulle scelte della precedente e qualcuno contesta quelle dell'attuale. Nulla a che vedere con la libertà della ricerca, io direi. Scelte politiche contestabili, non attentati alla libertà di ricerca (almeno finora, poi si vedrà)
Punto secondo: "Davvero manca ricerca sul (non) rapporto tra autismo e vaccini?"
Su questo rimando a quanto scritto egregiamente dal collega Sibilia.
Punto terzo: "Mi pare che alla fine ci ripariamo dietro alla scienza per sostenere ciascuno quello che già crede"
La collega non può sapere quanto sono d'accordo con lei!
Punto quarto: "la scienza, con tutti i suoi limiti, è ancora l'opzione migliore di cui disponiamo. Un po' come la democrazia...
Proprio no! la scienza Non è un'entità, ma essenzialmente un metodo. Il suo oggetto e la sua metodologia segnano il suo orizzonte. Anche questo è argomento troppo vasto. proporrei almeno una giornata di riflessione su questa faccenda della scienza e della scientificità. Sono anni che si ritorna su qu esta questione, a proposito e a sproposito. Sapete cosa vi dico che se nessuno si impegna nell'organizzare qualcosa, lo farò in piccolissimo io stesso, perbacco!
Ma la democrazia quella sì che è una risorsa. Oh, se funzionasse davvero!
State bene, cari colleghi.
Angelo Inverso
Re: Autismo e vaccini
Caro mio, le cose bisogna saperle. Ciò che adesso scrivo deriva dal mio passato come ricercatore attivo nel campo ambientalista dagli anni '80, oltre che psicologico/psichiatrico.Giancarlo Dimaggio ha scritto: ↑19 mar 2025, 03:10 Lucio,
gli OGM non mi preoccupano, mi preoccupano tantissimo quelli che si oppongono al loro uso. Il mio messaggio non lasciava dubbi su questo
Giancarlo
Capisco che non tutti nella SITCC possono aver avuto questa esperienza, ma considera per favore i seguenti dati empirico-fattuali:
1. la maggior parte delle sementi OGM vengono acquistate per il solo motivo che sono specie resistenti agli erbicidi e la loro resistenza è caratteristica inerente al loro DNA (alla faccia della Senatrice Signora Cattaneo).
2. Gli erbicidi sono sostanze tossiche che - se persistono nelle specie vegetali o animali - possono provocare effetti negativi sulla salute di chi consuma tali cibi (p.es. il grano canadese), tanto è vero che coloro che irrorano questi erbicidi sulle piante, ad es., possono avere degli avvelenamenti acuti solo per inalazione.
Da questi dati (1 e 2), si può facilmente desumere che erbicidi e sementi OGM hanno senso commerciale se vengono venduti insieme. Infatti così è.
Il consumo di erbicidi (come il prodotto Roundup) è andato crescendo gradualmente dagli anni '80 in parallelo con la vendita di grano OGM (fuori dell'Italia) e così l'aumento dei tassi di autismo.
Non c'è bisogno di ipotizzare che le farine OGM siano tossiche, basta che siano contaminate da erbicidi. E lo sono effettivamente.
Se la cosa non ti preoccupa, deve essere per una di due possibilità: A, non mi sono spiegato bene, oppure B, ti manca qualche nozione fondamentale sull’argomento.
Cordialmente,
Lucio Sibilia
Re: Autismo e vaccini
Circola sui social una infografica ripresa da un articolo pubblicato su Nature Neuroscience dal titolo “Global prevalence of autism spectrum disorder: A systematic review and meta-analysis” (2022), che esplora la prevalenza globale dei disturbi dello spettro autistico (ASD) tra il 1990 e il 2019. Questi dati sono stati affiancato all prevalenza globale dei tassi di vaccinazione. E guarda caso nei paesi del primo mondo in cui i tassi vaccinazione sono più alti la prevalenza delle diagnosi di autismo è più alta. Ergo i vaccini causano l'autismo. Bingo!
Settimana scorsa in seduta con una paziente ossessiva abbiamo lavorato sul fatto che due eventi che si mostrano nello stesso momento non sono necessariamente correlati o legati da nessi causali.
Per la mia paziente questa riflessione è stata rilevante.
Teniamone conto anche noi terapeuti per evitare grossolane interpretazioni dei dati
Settimana scorsa in seduta con una paziente ossessiva abbiamo lavorato sul fatto che due eventi che si mostrano nello stesso momento non sono necessariamente correlati o legati da nessi causali.
Per la mia paziente questa riflessione è stata rilevante.
Teniamone conto anche noi terapeuti per evitare grossolane interpretazioni dei dati
Re: Autismo e vaccini
Carissimi colleghi, Ho letto i due successivi interventi di Laura che ricollocano l'attenzione sulla questione specifica relativa al rapporto autismo vaccinazioni.
Nell'ultima mail si fa riferimento ad uno studio pubblicato nel 2022 su Nature Neuroscience. Ho consultato il sito della rivista per l'anno 2022 ma non ho trovato l'articolo citato. Nel 2022 è stato pubblicato un articolo con più o meno lo stesso titolo su Italian journal of pediatrics ( Salari, N., Rasoulpoor, S., Rasoulpoor, S. et al. The global prevalence of autism spectrum disorder: a comprehensive systematic review and meta-analysis. Ital J Pediatr 48, 112 (2022). https://doi.org/10.1186/s13052-022-01310-w) ma in questo studio non si fa cenno alla possibilità che il più alto tasso di prevalenza dell'autismo nei paesi economicamente più sviluppati abbia un qualche rapporto con le vaccinazioni.
In compenso esiste una più recente review
Neanche in questo articolo si fa riferimento alle vaccinazioni come possibile causa dell'aumento di prevalenza registrato in tutto il mondo.
Nell'articolo che può essere liberamente scaricato si discute sulle diverse variabili inerenti da un lato al globale aumento di prevalenza e dall'altro alla disparità tra paesi ad alto e basso reddito. Nelle conclusioni si afferma tra l'altro che Il recente aumento della prevalenza dei DSA è preoccupante, Ma la tendenza all'incremento non è affatto recente , è documentata da decenni. Gli autori soggiungono
Non b voglio trarre alcuna conclusione ma qualche ipotesi alternativa alla trita riproposizione dei cambiamenti di sistema diagnostico, alla maggior accuratezza delle diagnosi e altri fattori dello stesso ordine che spieghi questo incremento dovremmo cercare di trovarlo.
State bene
Angelo Inverso
Nell'ultima mail si fa riferimento ad uno studio pubblicato nel 2022 su Nature Neuroscience. Ho consultato il sito della rivista per l'anno 2022 ma non ho trovato l'articolo citato. Nel 2022 è stato pubblicato un articolo con più o meno lo stesso titolo su Italian journal of pediatrics ( Salari, N., Rasoulpoor, S., Rasoulpoor, S. et al. The global prevalence of autism spectrum disorder: a comprehensive systematic review and meta-analysis. Ital J Pediatr 48, 112 (2022). https://doi.org/10.1186/s13052-022-01310-w) ma in questo studio non si fa cenno alla possibilità che il più alto tasso di prevalenza dell'autismo nei paesi economicamente più sviluppati abbia un qualche rapporto con le vaccinazioni.
In compenso esiste una più recente review
The global prevalence of autism spectrum disorder in children: a systematic review and meta-analysis
Issac A, Halemani K, Shetty A, Thimmappa L, Vijay VR, Koni K, Mishra P, Kapoor V. The global prevalence of autism spectrum disorder in children: a systematic review and meta-analysis. Osong Public Health Res Perspect. 2025 Feb;16(1):3-27. doi: 10.24171/j.phrp.2024.0286. Epub 2025 Feb 10. PMID: 39933560; PMCID: PMC11917377.
Neanche in questo articolo si fa riferimento alle vaccinazioni come possibile causa dell'aumento di prevalenza registrato in tutto il mondo.
Nell'articolo che può essere liberamente scaricato si discute sulle diverse variabili inerenti da un lato al globale aumento di prevalenza e dall'altro alla disparità tra paesi ad alto e basso reddito. Nelle conclusioni si afferma tra l'altro che Il recente aumento della prevalenza dei DSA è preoccupante, Ma la tendenza all'incremento non è affatto recente , è documentata da decenni. Gli autori soggiungono
Tuttavia, non è ancora chiaro se questo aumento indichi tendenze reali o rifletta semplicemente cambiamenti nei criteri diagnostici.
. Questa conclusione viene ribadita anch'essa da alcuni decenni. Si continua ad insistere sui cambiamenti dei sistemi diagnostici, ma questi sono praticamente stabili dall'avvento del DSM IV.
Non b voglio trarre alcuna conclusione ma qualche ipotesi alternativa alla trita riproposizione dei cambiamenti di sistema diagnostico, alla maggior accuratezza delle diagnosi e altri fattori dello stesso ordine che spieghi questo incremento dovremmo cercare di trovarlo.
State bene
Angelo Inverso
Re: Autismo e vaccini
Che la semplice associazione non basti a determinare il nesso di causalità è ovvio e ben risaputo.
Circolano tante sciocchezze in rete, ma non per questo si può dedurre che si tratti SEMPRE di sciocchezze!
Si tratta, come molti sanno, di "ipergeneralizzazione"
Lucio Sibilia
Circolano tante sciocchezze in rete, ma non per questo si può dedurre che si tratti SEMPRE di sciocchezze!
Si tratta, come molti sanno, di "ipergeneralizzazione"
Lucio Sibilia
Re: Autismo e vaccini
Chiedo scusa mi sono spiegata male. L'informazione riguardava il fatto che uno studio di incidenza veniva utilizzato a sproposito da persone che non sono ricercatori ma che si autoproclamano "riercatori" perché spulciano video su YouTube. Il dato di maggior rilevanza di casi di autismo in Europa o America veniva giustificato da un alto tasso vaccinale. Due eventi che si verificano nello stesso momento e nello stesso posto secondo questi individui sono per forza di cose correlati causalmente. L'ipotesi "si fanno più diagnosi in Spagna che in Sudan non viene presa in considerazione. Tra l'altro questo fa riflettere sull'uso che il pubblico fa della scienza a cui ha un accesso sommario e per sentito dire attraverso canali di obiettiva disinformazioneAngelo Maria Inverso ha scritto: ↑20 mar 2025, 10:59 Carissimi colleghi, Ho letto i due successivi interventi di Laura che ricollocano l'attenzione sulla questione specifica relativa al rapporto autismo vaccinazioni.
Nell'ultima mail si fa riferimento ad uno studio pubblicato nel 2022 su Nature Neuroscience. Ho consultato il sito della rivista per l'anno 2022 ma non ho trovato l'articolo citato. Nel 2022 è stato pubblicato un articolo con più o meno lo stesso titolo su Italian journal of pediatrics ( Salari, N., Rasoulpoor, S., Rasoulpoor, S. et al. The global prevalence of autism spectrum disorder: a comprehensive systematic review and meta-analysis. Ital J Pediatr 48, 112 (2022). https://doi.org/10.1186/s13052-022-01310-w) ma in questo studio non si fa cenno alla possibilità che il più alto tasso di prevalenza dell'autismo nei paesi economicamente più sviluppati abbia un qualche rapporto con le vaccinazioni.
In compenso esiste una più recente reviewThe global prevalence of autism spectrum disorder in children: a systematic review and meta-analysisIssac A, Halemani K, Shetty A, Thimmappa L, Vijay VR, Koni K, Mishra P, Kapoor V. The global prevalence of autism spectrum disorder in children: a systematic review and meta-analysis. Osong Public Health Res Perspect. 2025 Feb;16(1):3-27. doi: 10.24171/j.phrp.2024.0286. Epub 2025 Feb 10. PMID: 39933560; PMCID: PMC11917377.
Neanche in questo articolo si fa riferimento alle vaccinazioni come possibile causa dell'aumento di prevalenza registrato in tutto il mondo.
Nell'articolo che può essere liberamente scaricato si discute sulle diverse variabili inerenti da un lato al globale aumento di prevalenza e dall'altro alla disparità tra paesi ad alto e basso reddito. Nelle conclusioni si afferma tra l'altro che Il recente aumento della prevalenza dei DSA è preoccupante, Ma la tendenza all'incremento non è affatto recente , è documentata da decenni. Gli autori soggiungonoTuttavia, non è ancora chiaro se questo aumento indichi tendenze reali o rifletta semplicemente cambiamenti nei criteri diagnostici.. Questa conclusione viene ribadita anch'essa da alcuni decenni. Si continua ad insistere sui cambiamenti dei sistemi diagnostici, ma questi sono praticamente stabili dall'avvento del DSM IV.
Non b voglio trarre alcuna conclusione ma qualche ipotesi alternativa alla trita riproposizione dei cambiamenti di sistema diagnostico, alla maggior accuratezza delle diagnosi e altri fattori dello stesso ordine che spieghi questo incremento dovremmo cercare di trovarlo.
State bene
Angelo Inverso
Re: Autismo e vaccini
Gent. Laura Ferrari,
che la semplice associazione non basti a determinare il nesso di causalità è ovvio e ben risaputo.
Circolano tante sciocchezze in rete, ma non per questo si può dedurre che si tratti SEMPRE di sciocchezze!
Si tratta, come molti sanno, di "ipergeneralizzazione"
Lucio Sibilia
che la semplice associazione non basti a determinare il nesso di causalità è ovvio e ben risaputo.
Circolano tante sciocchezze in rete, ma non per questo si può dedurre che si tratti SEMPRE di sciocchezze!
Si tratta, come molti sanno, di "ipergeneralizzazione"
Lucio Sibilia